giovedì 14 febbraio 2013

Valentina*


Aspettandolo aveva scelto un dolce che le somigliava: rotondo, candido come lei. Marco sosteneva che affondare la forchetta in una Saint Honoré era immergere le dita nei suoi fianchi; assaporare biscotti e panna era morderle i seni e sprofondare tra le sue cosce. 
Questo le sussurrava, in una pausa tra la moglie e il lavoro, quando la pendola incrinata non batteva mai il tempo. 
Cinque rintocchi, il piattino vuoto, il tovagliolo appallottolato a fianco, lacrime salate alle labbra. 


No Valentina, non è il dramma che pensi tu. 
Era un “ti amo” e dopo un “non ti amo più”.



* un racconto in 100 parole ispirato a Vai Valentina di O. Vanoni.